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Photo: Federico De Maio

Olivier Manchion – Biografia

OLIVIER MANCHION (FR) — PERMANENT FATAL ERROR (Indie/post-rock) è dal 2002 il suo progetto indie/post-rock principale. Parigino, è membro fondatore, coproduttore e bassista del trio Ulan Bator (scoperto in Italia dai C.S.I.), con cui tra il 1993 e il 2001 pubblica classici del post-rock come Polaire, Végétale e Ego:Echo prodotto da Michael Gira degli Swans. Ha collaborato con i Faust e Damo Suzuki dei Can, padri del krautrock e del post-punk. Per 10 anni (2009-2019) si è dedicato allo sviluppo e promozione delle band emergenti indie di Reggio Emilia, dove vive, organizzando 200 concerti con il moniker Red Noise e creando il mega collettivo reggiano Arzân! Sta lavorando a un nuovo disco.

PERMANENT FATAL ERROR (Indie/post-rock) è il progetto di Olivier Manchion, musicista parigino, membro fondatore, coproduttore e bassista dal 1993 al 2001) del trio francese ULAN BATOR (scoperti in Italia dai C.S.I.) con cui ha pubblicato classici del “post-rock” come Polaire, Végétale e Ego:Echo prodotto da Michael Gira degli Swans. Olivier ha anche collaborato numerose volte, sin dal 1996, con i leggendari FAUST, padri del “krautrock” e dal 2003 al 2006 gira spesso in Francia con Damo Suzuki (CAN), partecipando ed organizzando anche le sue prime performance italiane.
Nel 2002 Olivier crea Permanent fatal error insieme a AkaBondage, Giulio Vetrone (Fragment Orchestra, Maffia sound system) e Francesco Bolognini (Iosonouncane, Cut).
Con Pfe pubblica Law Speed (2004) e Deaf Sun/Deaf Blues (2015), registrati da Lionel Darenne (Electrical audio) all’URS studio nell’Appennino reggiano.
Uomo di mille progetti, ha anche creato nel 2009 il super-collettivo reggiano Arzân! (fino a 40 elementi) con cui realizzò numerosi performance nel reggiano. Tra il 2013 e 2019 ha promosso a Reggio Emilia – dove vive dal 2001 – oltre 200 concerti con il moniker “Red Noise“, dedicandosi allo sviluppo e promozione delle band emergenti del panorama reggiano. Sta lavorando a un nuovo disco.

RUMORE (2015) “Olivier Manchion esce da una pausa di dieci anni, rimette in giro la sigla Permanent fatal error e riprende il discorso del (bellissimo) disco Wallace nel 2005, con un EP (copertina stampata da Legno) in uscita per Secret Furry Hole. E tirandoci fuori uno straordinario disco di canzoni che rimandano a Spector e Mark Linkous nelle inflessioni ultrapop di Sing a song quanto a certi Death in june in cose come Blood. E ovviamente agli Ulan Bator, di cui Manchion fece parte nel periodo più florido, quando le batterie picchiano e sembrano perdere colpi in pezzi come Solar Penguin. Un paesaggio cotto e desolato come la straordinaria copertina del disco. Il tono, dimesso ma per nulla rassegnato di qualcuno che sembra aver qualcosa di importante da dire, un ritorno spettacolare sotto ogni punto di vista.” (8/10)

IL MANIFESTO (2004) : “Con PFE al centro della musica c’e’ il pulsare cardiaco del basso: caldo e pieno di frequenze che si dispiegano per intero, senza tagli. Tutto intorno lo spazio: ora fratturato, ora diluito oppure organizzato, ora silenzioso, ora rumoroso. Ci sono trombe jazz, loop di chitarre reiterati all’infinito, suoni d’ambiente e un senso magmatico del tessuto musicale. Lavoro tanto fisico quanto cerebrale, tra ipnotismi e scosse telluriche. Ad ogni modo, sembra suonare sottopelle. Somiglianze e richiami vanno a gruppi come GodspeedYou!BlackEmperor o agli Swans e Michael Gira”

DISCOGRAFIA PRINCIPALE
Permanent Fatal Error: “Lawspeed” (2004), “Deaf sun/Deaf blues” (2015)
Ulan Bator: “Ulan Bator” (1995), “2 Degrees” (1996), “Polaire” (1997), “Végétale” (1997),
“Ego:Echo” (2000), “Ok:Ko” (2001)
French Doctors “Au chevet des blessés” (2012)
Faust: “Live in Lyon” (2013), “… In autumn – Uk tour” (2006)
Damo Suzuki’s Network: “Hollyaris”, live in Paris (2005)
Bias! (2005) con Xabier Iriondo (Afterhours)
Miss Marvel “s/t” (1992)

ALTERNATIVE PRESS: “To say that this is the best rock music France has ever produced is to damn it with faint praise. This trio may be the only band from that oversauced nation to be worth a damn in a long time—maybe since Metal Urbain or Magma.” Dave Segal, 1996

EN

“Faust meet The Necks” (Chris Cutler / Rèr megacorp)

ARTE tv: “Music hasn’t been as filigree, as harmonic and at the same time as varied and clearly composed as by Permanent Fatal Error”.

NORMAN RECORDS: “In each of their chosen folk fashion styles, Permanent Fatal Error rock the sadness and jubilation — the very essence of their timeworn influences.”

FR

MOUVEMENT/Octopus: “Un hors-piste à couper le souffle”.

MAGIC!: “Une precision quasi clinique. Tel un Mogwai sans sucre ou un Bästärd revenu des enfers”.

ARTE tv: “La virtuosite de Tortoise, le son limpide et appuyé de Shellac et une celebration de la lenteur dans le style de Slint“.

IT

RUMORE: “Un disco fatto di ampi spazi e minimi particolari. Melodioso e vivo, lontano dalla maniera di tanto post-rock di quarta generazione come da pretese sterili di avanguardia, al meglio nella melancolia retrò di BLU. Non si dovrebbe ma per una volta ci uniamo al comunicato stampa e citiamo John Fahey, rock krauto e Constellation. Allez les bleus!”

IL MANIFESTO: “Permanent Fatal Error è il nuovo gruppo di Olivier Manchion, ex Ulan Bator. Di quel gruppo, qui, si conserva il marchio di musica scura e una potenza che pero’ viene maggiormente addomesticata (…) Al centro della musica c’e’ il pulsare cardiaco del basso: caldo e pieno di frequenze che si dispiegano per intero, senza tagli. Tutto intorno lo spazio: ora fratturato, ora diluito oppure organizzato, ora silenzioso, ora rumoroso. (…) Lavoro tanto fisico quanto cerebrale, tra ipnotismi e scosse telluriche. Ad ogni modo, sembra suonare sottopelle. Somiglianze e richiami vanno a gruppi come GodspeedYou! BlackEmperor o agli Swans e Michael Gira”.

RUMORE: “Uno straordinario disco di canzoni che rimandano a Spector e Mark Linkous (…) quanto a certi Death in june… E ovviamente agli Ulan Bator, di cui Manchion fece parte nel periodo più florido (…) Un paesaggio cotto e desolato come la straordinaria copertina del disco. Il tono, dimesso ma per nulla rassegnato di qualcuno che sembra aver qualcosa di importante da dire, un ritorno spettacolare sotto ogni punto di vista.”

ROCKIT ~ “Cinque nuove tracce dalla produzione eccellente e delicate come i petali di un fiore. Un sound ai confini dell’onirico, a tratti naïf, dondolando tra gli Sparklehorse e gli Air di “Moon Safari”, per la precisione un songwriting sospeso tra trip-hop, la psichedelica ed il post-rock (…) Un ep dalle proporzioni perfette che non può lasciarci senza la promessa di un ritorno a breve distanza.”

IT / Olivier Manchion (Francia, 1971) è musicista, compositore e produttore attivo sulla scena internazionale della musica sperimentale dagli anni Ottanta. Fondatore, bassista e co-produttore degli Ulan Bator, una delle formazioni più significative del post-rock europeo, tra il 1993 e il 2001 ha contribuito alla realizzazione di album divenuti opere di riferimento del genere, come Polaire, Végétale ed Ego:Echo, quest’ultimo prodotto da Michael Gira degli Swans.

Trasferitosi in Italia nei primi anni Duemila, ha dato vita a Permanent Fatal Error, il suo progetto principale, in cui confluiscono post-rock, canzone d’autore sperimentale, improvvisazione ed elettronica. Nel corso della sua carriera ha collaborato e suonato con figure fondamentali della musica d’avanguardia come Faust e Damo Suzuki dei Can, sviluppando un percorso artistico che attraversa rock sperimentale, krautrock, improvvisazione e arti visive.

Tra il 2009 e il 2019 ha svolto un’intensa attività culturale a Reggio Emilia, città in cui vive, organizzando circa 200 concerti attraverso il progetto Red Noise e co-fondando il collettivo orchestrale Arzân!, che ha riunito musicisti provenienti da diverse esperienze della scena indipendente locale.

Oggi continua a esibirsi, collaborare e pubblicare nuova musica, lavorando a nuove produzioni discografiche e performative tra Italia ed Europa.

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